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Cambiare vita e andare a vivere in Australia – Intervista a Nina

Il nostro percorso di scoperta degli expat italiani nel mondo ci porta oggi in Australia a conoscere una delle nostre founder, Nina –  in arte @happinesstakescourage.  

  • Vivi in Australia da un po’ oramai. Ti va di raccontarci com’è nata l’idea di trasferirti qui e riassumerci brevemente la tua esperienza e di sottolineare pro e contro del vivere in Australia?

Non so neanche spiegare come mai l’idea del partire per l’Australia sia arrivata nella mia testa. So che sentivo che era il posto dove io dovevo andare. Nel periodo in cui ho deciso di fare un’esperienza in Australia, ero infelice. Avevo sete di nuove realtà e bisogno di solitudine per ritrovarmi. Non credevo che sarei rimasta in Australia cosi a lungo, ho sempre pensato che avrei solo fatto un’esperienza e sarei tornata indietro a continuare un percorso lineare per il mio futuro. Sette anni dopo, eccomi ancora qui.

  • Nell’immaginario collettivo espatriare significa preparare lo zaino e partire all’avventura, nella realtà si finisce invischiati nella burocrazia del paese ospitante e si combatte per il visto. Ci racconti il tuo percorso verso un visto permanente per il tuo paese ospitante?

Non ho mai avuto l’ossessione di prendere il visto permanente in Australia. Sono uno spirito libero che non vuole catene, se capita ne sono felice ma non potrei mai accettare di svegliarmi ogni mattina con il pensiero di voler ottenere un visto. Nella mia mente lo paragono un po’ al desiderio di avere la sicurezza di un lavoro a tempo indeterminato. Trovo che avere come obiettivo principale un visto sopra ogni cosa possa diventare alienante soprattutto in un paese dove,  per ottenerlo, se non sei già professionalmente competente nei settori dove c’è richiesta di personale, devi mettere da parte le tue passioni, facendo per anni un lavoro che non ti piace per raggiungere l’obiettivo. Io  ho seguito il mio normale percorso da Working holiday a student visa. Oggi, principalmente grazie/a causa della Pandemia che ha cambiato diverse carte in tavola, io ed il mio partner abbiamo deciso di provare ad applicare un visto attraverso la sua professione che in tempistiche non esageratamente lunghe potrebbe portarci al permanent. Abbiamo tuttavia, entrambi la convinzione che certe cose non vadano rincorse dimenticandosi di se stessi, quindi affrontiamo questo percorso con serenità se andrà in porto, bene, se non dovesse andare, il mondo ci aspetta!

  • Di cosa ti occupi al momento? Che cosa facevi in Italia?

In Italia facevo tante cose e altrettante ne faccio quì, questa è l’unica cosa che non è cambiata. Per il resto, tutto è cambiato: in Italia studiavo legge, lavoravo come hostess, commessa, organizzavo eventi. In Australia, lavoro da nomade digitale nel mio van ufficio. Sviluppo brands e aiuto i business a sviluppare la loro presenza online e aiuto le persone a trovare se stesse attraverso i miei canali di motivazione e crescita personale.

  • Domanda a bruciapelo: torneresti in Italia? Cosa ti manca di più del nostro paese? Perchè hai deciso (o magari è solo successo non lo hai deciso) di andartene?

Nel mio percorso ho imparato che “mai dire mai” non è solo un modo di dire ma una verità. Non mi immagino in Italia oggi ma non escludo che potrei cambiare idea in futuro. Dell’Italia mi stava stretta la mentalità e mi sentivo soffocare in una realtà che non mi apparteneva. Sono partita per ritrovarmi, lontana da qualsiasi influenza.

  • Sei expat da anni oramai, hai avuto modo di saggiare con mano entrambe le facce della medaglia. Facendo tesoro della tua esperienza di vita sapresti dare tre consigli a chi è in procinto di mollare tutto e partire?

1. Ascoltate voi stessi e non aggrappatevi a nessuno. C’è una voce dentro di noi che sa esattamente cosa desideriamo, a volte non riusciamo a sentirla perchè schiacciata dal resto. La solitudine è importante per riuscire a ritrovare connessione con il nostro io.

2.Provate. Mettetevi in gioco. Dite si alla vita. C’è una frase che mi piace molto: per ottenere qualcosa che non hai mai avuto devi essere pronto a fare qualcosa che non hai mai fatto. Se dite di no a tutte le possibilità che vi si presentano davanti, non cambierà mai nulla.

3. Lasciate a casa ciò che non vi serve. Se partite con gli stessi limiti e la stessa forma mentis, difficilmente partire cambiare le carte in tavola. Andare all’estero significa anche abbracciare e aprirsi ad una nuova cultura. Assicuratevi di non rimanere bloccati con un piedi di qua e un piede di la.

  • Visto a parte, sei un vero local della città in cui vivi. Stila una mini guida di esperienze fuori dagli itinerari che un viaggiatore dovrebbe spuntare durante un viaggio in Australia.

Io vivo a Noosa, un paesino di surfisti sulla costa est del Queensland. Noosa è immersa nella natura: baie, parchi nazionali, spiagge aperte da esplorare con il 4X4, tramonti mozzafiato e soprattutto, posizione strategica per chi cerca il compromesso tra il paesino naturale e la flessibilità di avvicinarsi ad aree più urbane: Brisbane dista solo un’ora e mezza. Se visiti l’Australia non puoi non fare un on the road da Sydney a Cairns passando per Noosa. Il Queensland ti strega con la maestosità delle sue spiagge, il verde fitto dei parchi nazionali, la bellezza delle isole e degli atolli di terra poco distanti dalla costa. Per questo amo questo posto, è un paradiso in Terra ed è anche il posto ideale per ricominciare.

 

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