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La skipper giramondo: cambiare vita e trovare la felicità

Molte persone sono curiose riguardo alla vita in barca : cosa succede a bordo, cosa si fa e come si trascorrono le giornate.

É per me difficile identificare una giornata tipo.

Le giornate all’ancora sono molto diverse da quelle in navigazione.

Quelle in cui si è comodamente ormeggiati in porto sono diverse da quelle in cui la barca è fuori dall’acqua.

O ancora, le giornate in cui lavoriamo sono diverse da quelle in cui Gigi ed io siamo da soli a bordo.

Descriverò la mia tipologia preferita : Gigi ed io siamo soli, la barca è ormeggiata in una baia protetta e tranquilla, in acque cristalline.

Il sole splende alto nel cielo e la brezza soffia leggera.

In questo scenario idilliaco mi accorgo di quanto i ritmi “da barca” mi siano entrati nel sangue. La frenesia della città è presto dimenticata. I giorni trascorrono apparentemente lenti ma in realtà si susseguono veloci, in un turbinio di albe e tramonti.

In questi momenti viviamo seguendo i ritmi del sole, cosa che non accadrebbe se fossimo a casa.

Normalmente, sulla terraferma, non andremmo a dormire prima di mezzanotte. In barca tutto cambia: mangiamo presto per poi andare a dormire prestissimo, alle dieci di sera.

Ci svegliamo verso le sei o le sette, quando il sole inizia a fare capolino dagli osteriggi.
Quando ci siamo conosciuti, ero la prima a balzare fuori dal letto. Nel tempo mi sono impigrita.
Forse la colpa è di Gigi, che nel tempo si è trasformato nel “ragazzo perfetto” (LOL).
Ogni mattina mi dice di rimanere a letto per cinque minuti in più, perchè lui abbia il tempo di prepararmi la spremuta.
Insomma, mi ha fatto diventare una ragazza viziata.

Mi alzo e lo raggiungo in dinette : facciamo colazione.

La giornata di Gigi inizia con il caffè. Io ne detesto il gusto ma per fortuna non ho grossi problemi a svegliarmi. Mi lavo la faccia con acqua fredda e sono pronta a gettarmi a capofitto nel nuovo giorno.

Gigi è un fan dei toast con burro d’arachidi e mirtilli.

Io ho una predilezione per il porridge, arricchito da frutta, burro d’arachidi, cereali e cioccolato.

Il suo essere “ragazzo perfetto” non finisce qui : è solitamente lui a sistemare il tavolo e a lavare i piatti dopo la colazione. Nel frattempo io rifaccio il letto, ci laviamo i denti.

In un attimo arriva uno dei nostri momenti preferiti : il tuffo nel silenzio mattutino della baia.

Il sole non ancora alto, l’aria ancora fresca.

Ci buttiamo in acqua. L’impatto con l’acqua fredda è sempre un piccolo shock.

Riemergiamo per poi fare le lucertole al sole per una mezz’oretta.

Siamo finalmente operativi e, incredibilmente, in barca c’è sempre qualcosa da fare : pulizia, manutenzione, riparazioni. Un’occupazione per la giornata si trova sempre.

In materia di manutenzione e riparazioni, solitamente sono l’assistente di Gigi. É lui che si intende dei vari sistemi che rendono operativa e funzionante la barca.

Arriva l’ora di pranzo. Cucino, mentre Gigi si occuperà di riordinare e lavare i piatti.
Il modo in cui cucino è cambiato nel tempo e si è affinato alla vita da barca. In più, da un anno a questa parte mangiamo quasi esclusivamente vegetale.

Nel pomeriggio andiamo in spiaggia per fare una passeggiata e sgranchire le gambe, o per raggiungere il paese e fare qualche compera.
In Pacifico andavamo spesso a fare immersioni. A Tahiti prendevamo il dinghy ed andavamo a fare wakeboard, oppure a surfare.
La scorsa estate abbiamo iniziato a nuotare per almeno un chilometro. Altre volte ci limitiamo a fare snorkeling muniti di pinne, maschera e boccaglio.

Altre volte ancora  leviamo gli ormeggi e andiamo dove ci porta il vento.

Quando non lavoriamo, ci siamo accorti che pianificare non serve a molto. Arriviamo in un posto e, se ce ne innamoriamo, rimaniamo molto più del previsto.

Nel 2018 pensavamo di fare uno scalo veloce a Bonaire. Il piano era fermarsi due giorni per poi ripartire verso Curaçao. Abbiamo però scoperto che l’isola è un paradiso per fare snorkeling ed immersioni.

Senza contare il fatto che ha una laguna incredibile, frequentata dai migliori windsurfisti freestyler al mondo.

Viaggiare a bordo di una barca a vela è libertà : giorno per giorno si può decidere verso dove dirigersi.

Durante le navigazioni, nei turni al timone, mi piace ascoltare la mia playlist preferita. Oppure, Gigi ed io chiacchieriamo, leggiamo, dormicchiamo.

Troviamo una rada e lì ci dirigiamo.

In baia è facile trovare altre barche. Ed è ancora più facile fare amicizia : ci si presenta sotto bordo, si scambiano due parole ed in un batter d’occhio ci si ritrova in pozzetto a condividere una birra e, perché no, una cena.

Le serate trascorrono tra risate, brindisi e allegria, tra una storia e l’altra. Tutti abbiamo vissuto esperienze che abbiamo piacere di condividere. Tante volte scopriamo di essere stati negli stessi posti e di aver conosciuto le stesse persone.

Dopo aver salutato i nuovi amici, facciamo rientro a “casa”.

Saliamo in barca, sistemiamo il dinghy per la notte, ci laviamo i denti e ci mettiamo il pigiama. Ci traferiamo in pozzetto e chiacchieriamo ancora una mezz’oretta, con il naso all’insù. Solitamente la mia testa è sulla spalla di Gigi.

Guardiamo il cielo.
Di notte tutto si spegne, tranne le stelle.
La giornata volge al termine, il cielo dona tranquillità. Siamo continuamente in movimento, visitiamo i posti più disparati. Ma la volta celeste è sempre lì.
Il cielo stellato mi affascina, mi ha fatto compagnia durante tante navigazioni e mi ricorda il nostro primo appuntamento.
Gigi si era fatto carico di spiegarmi i nomi delle stelle e dei vari pianeti.
Torniamo sottocoperta ed andiamo a dormire, cullati dal ritmico dondolio del mare.
Sono le dieci e, se il vento non rinforzerà, dormiremo beati per tutta la notte.
Domani è un nuovo giorno.

Quando non lavoriamo, ci siamo accorti che pianificare non serve a molto. Arriviamo in un posto e, se ce ne innamoriamo, rimaniamo molto più del previsto.

Giulia Ferrero

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