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Nomadi digitali: vivere in camper e lavorare da remoto in Europa

In questo articolo cercherò di spiegarti in breve perché mollare tutto per viaggiare a tempo pieno e lavorare da remoto dal proprio Van o dal proprio camper è uno stile di vita che, sempre più nomadi digitali, stanno scegliendo per se stessi.

Fenomeno “vanlife” che cos’è e come nasce

Se sei un amante dei viaggi avrai sicuramente sentito parlare della vanlife.

La “vita da furgone” è un vero e proprio fenomeno di Lifestyle che piano piano dall’America ha iniziato ad arrivare e a prendere piede anche nella nostra bella Italia. 

A dirla tutta, dobbiamo la conoscenza e la pratica di questo stile di vita rivoluzionario alle comunità Hippy che negli anni 60 hanno decisamente contribuito a rivoluzionare il pensiero comune della fine del secolo scorso.

Chi di noi non associa immediatamente a quell’epoca il mitico furgoncino della Volkswagen?

Un mezzo che è diventato un’icona culturale, nonché simbolo per eccellenza della vita on the road, che ancora oggi è ricercatissimo dagli amatori del genere di tutto il mondo.

Vanlife come massima ambizione dei nomadi digitali.

Originariamente vivere in un furgone o in un camper non era simbolo di libertà ed indipendenza.

Piuttosto, si trattava di una scelta di vita estrema giudicata con occhi severi da quella fetta della società per cui abbandonare gli agi o peggio non poterseli permettere, era automaticamente sinonimo di povertà e fallimento personale.

Oggi le cose sono decisamente cambiate e il nomadismo digitale, complice lo sviluppo immenso dei social media, ha enormemente contribuito a trasformare uno stile di vita in un vero e proprio fenomeno di massa.

Il mercato ormai, si è quasi del tutto trasposto online.

E quando ci penso, rifletto su come il covid e la pandemia mondiale che ci attanaglia da ormai due anni, non abbia fatto altro che accelerare un processo verso il quale, altrimenti , ci saremmo mossi molto più lentamente e che oggi invece è una realtà affermata che conta sempre più nuovi membri.

Lo smart-working è entrato a far parte delle nostre vite rivelandosi per alcuni una piacevole scoperta, per altri una sgradita condanna e per molti l’opportunità di trasformare un sogno in realtà.

Sempre più nomadi digitali infatti hanno preso la palla al balzo e hanno deciso di far coesistere la propria vita professionale con quella personale di viaggiatori full-time.

E a bordo di un camper o di un furgone attrezzato con le proprie mani, girare per l’Italia, l’Europa  o per il mondo lavorando interamente da remoto.

Le nuove tecnologie consentono a queste anime rivoluzionarie, di cui faccio parte orgogliosamente anche io, di gestire le proprie entrate da uno smart-phone o da un pc, senza l’obbligo di presenziare in un unico luogo fisico limitante e spesso claustrofobico.

Vanlife in Europa: la mia personale esperienza.

A novembre del 2021 io stessa, che avevo già sperimentato e testato sulla pelle il brivido e la gioia di partire con un biglietto solo andata da backpacker, ho comprato un furgone degli anni 80 e sono partita alla volta della Spagna.

Sono partita con pochi soldi e in tasca e con una carriera da nomade digitale non del tutto delineata ma a poco a poco, col passare del tempo ho capito cosa avrei voluto fare e come iniziare a monetizzare.

Il problema della stabilità economica è il fattore che frena moltissimo chi sta pensando di prendere questa decisione per la propria vita.

Ciò che mi sento di consigliarti, prima di imbarcarti in un esperienza del genere è di capire quali sono le tue competenze e come farle fruttare al meglio in un percorso per niente facile come può essere quello di partire da zero nel lavorare da remoto.

Per vivere in camper fulltime servono sostanzialmente tre cose: acqua, cibo e soldi.

L’acqua la trovi ovunque, spendendo davvero poco per riempire settimanalmente il serbatoio.

Il cibo lo compri settimanalmente ovunque che sia in piccoli negozi o in una grande catena alimentare.

E i soldi, beh i soldi vanno guadagnati.

Che sia con il tuo lavoro gestibile interamente da remoto.

Che sia con un lavoro stagionale che ti consenta di mettere da parte lavorando per tot mesi e viaggiando per i restanti. 

O che tu decida di vendere dei servizi tangibili on the road trasformando la tua casa mobile in un laboratorio artigianale, in una camera oscura o in un ristorante.

Le possibilità sono davvero tante, lo stile di vita piuttosto duro ma al contempo meraviglioso, e sicuramente non è una scelta adatta a tutti, ma chissà che alla fine gli esempi, sempre più numerosi di nomadi digitali che hanno spinto la propria vita in questa direzione, non ispirino anche te a fare lo stesso. 

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