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Cambiare vita per combattere l’obesità – la storia di Roberta

Oggi conosciamo Roberta che ha scelto di affidarci la sua storia di coraggio, introspezione e determinazione; siamo sempre onorati di farci messaggeri di messaggi così potenti e capaci di ispirare.

La storia di Roberta – cambiare vita per imparare ad amarsi

Buongiorno, sono Roberta Puca, una ragazza di 29 anni che vive in provincia di Padova. Vi scrivo perché vorrei che la mia storia potesse toccare più persone possibili.

In un anno ho perso quasi 40kg, ho passato una vita ad essere obesa e avere disturbi alimentari e quest’anno ho avuto la mia vittoria, la mia rivincita.

CENTOTTO
Centotto è il numero che mi ha spaventato.
Centotto è il numero che mi ha fatto provare disprezzo per me stessa.
Centotto è l’inizio del cambiamento più importante della mia vita.
Centotto erano i kg che pesavo meno di un anno fa.
Centotto è un numero, ma ero io, sono io.

Ho sempre pensato che i cambiamenti più grandi avvengano senza essere programmati, così, una mattina mi sono svegliata e ho voluto stravolgere la mia vita.

Oggi, mi sono fatta coraggio, e ho deciso di condividere una piccolissima parte della mia storia che mi ha fatto arrivare fino a qui, sperando che possa essere uno stimolo per chi “vorrei, ma non so come fare“, “vorrei, ma non ce la faccio“.

Cambiare è sempre possibile!

Ho passato la maggior parte della vita in un corpo grasso, in un corpo malato. Sono stata in sovrappeso fin da quando ero adolescente, fino a toccare il limite dell’obesità. Fa paura parlarne, mette a disagio spesso e volentieri, ma è un tema che bisognerebbe affrontare con la giusta importanza, perché l’obesità è una malattia e soprattutto, è anche uno stato a cui il corpo arriva quando non si sta bene.
Io ero una persona malata, dipendevo dal cibo, e non me ne vergogno a parlarne, non più.

Se vuoi puoi, non cercare scuse!

Il mio rapporto con il cibo fin da piccola è stato burrascoso. Vengo da una famiglia meridionale, a cui piace cucinare, a cui piace mangiare, ma sicuramente questo non è un motivo valido per giustificare quello che era mio problema. Ho avuto un’infanzia e un passato difficile, mi sono mancati per motivi purtroppo non volontari, dei punti fermi, dei punti di riferimento. Ho visto la mia famiglia stare male, crollare, dividersi e alla fine cedere al male. Avevo solo 10 anni quando ho dovuto assistere al funerale di mia sorella, e 13 anni quando ho dovuto dire addio a mio padre.
Il cibo per me è iniziato ad essere uno sfogo, un’ancora di salvezza circa a quell’età. Stavo male? Mangiavo. Stavo bene? Mangiavo. Ero nervosa? Mangiavo. Io non piangevo, non urlavo, non davo pugni alle porte, io mangiavo. Per ogni cosa, e in continuazione. Anche e soprattutto quando non avevo fame. Il cibo era il mio rifugio, me lo compravo di nascosto, mi chiudevo in camera e mangiavo.

Direte voi: perché nessuno ti ha aiutato? Nessuno se n’è accorto? Mia madre aveva appena perso una figlia e l’amore della sua vita nel giro di 3 anni, era già tanto se trovava la voglia di alzarsi dal letto alla mattina ed io non volevo assolutamente essere un altro peso.

La libertà che diventa una galera

Ecco, qui si apre un altro tassello importante: ho sempre potuto fare quello che volevo, nessuno mi controllava, nessuna mi diceva niente, mia madre mi ha sempre dato la libertà di fare qualunque cosa perché si fidava. Io non facevo nulla per deluderla, a parte mangiare tutto quello che volevo, quando volevo. A 15-16 anni cosa te ne frega di tenerti in forma, avere una vita sana, io manco mi guardavo allo specchio. Ho passato tanti anni a non guardarmi, a nascondermi. A quell’età dove sbocciano le prime cotte, i primi amori, le prime esperienze… beh io non le ho vissute, non mi guardava nessuno perché ero cicciona, o se mi guardavano era per ridere di me, offendermi o per ricordarmi che dovevo dimagrire perché ero grassa.

Obesità e adolescenza

Sono argomenti di cui se ne parla poco e male, di come una donna, o in generale come una persona vive il suo rapporto con il corpo e con il cibo, soprattutto quando si è ragazzini. Io non l’ho mai voluto affrontare perché “accettavo” il fatto che ero grassa, e che mai sarebbe cambiato nulla. Vivevo tutto molto serenamente in realtà, perché avevo apparentemente accettato l’idea che il mio corpo non sarebbe mai cambiato o che non ci fosse nulla da fare…quindi indovinate? Mangiavo.

Crescendo, mi sono poi però resa conto, che mentre tutte le mie amiche diventavano donne, belle e avevano uomini attorno, io rimanevo ferma lì in disparte ad ascoltare e senza nessuna storia da raccontare. Sono sempre apparsa una persona forte, sicura di sé, ma in realtà ho sempre avuto tante insicurezze, tanti problemi a relazionarmi nel modo giusto con le persone, perché avevo paura.

D’altronde ho passato la maggior parte della mia vita vedendo persone andarsene, non tornare più e questo mi ha creato da sempre instabilità nei rapporti e a sentirmi condannata ad una vita fatta di abbandoni e poca stabilità, di conseguenza stare male e…mangiare per affrontare il dolore.

Riconoscere il problema e prepararsi ad affrontarlo 

Quando ho realizzato concretamente che il cibo era la mia dipendenza, era poco più di un anno fa, circa novembre 2020. Stavo affrontando, come tutti, la fine di un anno disastroso, che mi ha fatto perdere più volte il lavoro, persone e libertà di fare la cosa che più amo: viaggiare. In quel periodo io mi ero resa conto di stare davvero male, ma non l’ho mai detto a nessuno, perché essere un peso nella vita degli altri, mai mi è piaciuto.

Per soffrire in silenzio, farmi del male e non pensare a tutto quello che mi succedeva attorno, sapete cosa facevo? Andavo nel mio fast food preferito e mangiavo fino a stare male. Mi chiudevo letteralmente ore lì dentro, e mangiavo tutto quello che volevo, fino a vomitare. Con quale coraggio potevo dirlo a qualcuno? Avrebbero pensato tutti che avessi bisogno d’aiuto, ed io non volevo ammetterlo a me stessa, mi vergognavo. Allo stesso tempo però, boccone dopo boccone, provavo un benessere momentaneo e quasi non ne potevo fare a meno. Io non stavo bene, ne fisicamente, ne mentalmente e di conseguenza anche i rapporti attorno a me inziavano ad avere problemi. C’era a chi mentivo, chi trattavo male e si è allontanato, chi se n’è andato proprio e via dicendo, d’altronde come fargliene una colpa, in quelle condizioni facevo fatica a stare anch’io con me stessa. Ovviamente questa cosa ha inciso ancora di più sul mio malessere e sono arrivata a toccare il limite, ma non scenderò nel dettaglio.

Ogni giorno è quello giusto per cambiare

Il 4 gennaio 2021 era una mattina come un’altra, mi sono svegliata, dal nulla sono andata a pesarmi nella farmacia vicino casa e da quel momento la mia vita, ma soprattutto la mia testa, è cambiata.

Non so dare spiegazioni, non so dare motivazioni, ma io da quel momento non sono più tornata indietro, ero come impazzita, ma per una volta, nel senso buono. Ho dovuto toccare il limite per poter risalire, piano piano.

Ho iniziato da sola eliminando tutto il cibo spazzatura che mi ha sempre fatto stare male, ho iniziato a muovermi di più e a fare dei workout tramite canali YouTube.
Non ne volevo sapere di operazioni o simili per il dimagrimento, prendere la strada più facile non è mai stato nelle mie corde, sapevo che ce la potevo fare da “sola” e così è stato.

Ho perso i primi 10-13kg così in 3 mesi, per poi rendermi conto che avevo bisogno di un sostegno più grande, ma eravamo in zona rossa e le palestre erano chiuse. In quel periodo mi ero isolata dal mondo, dai social, volevo stare da sola e ritrovarmi senza essere condizionata dal mondo esterno e dalle cose che mi facevano stare male. Così, un giorno, ho scritto a Martina, una mia ex compagna di classe che lavora nel fitness e le ho chiesto consigli e se conoscesse qualcuno che poteva seguirmi.

In questo modo ho conosciuto Valentina, quella che ad oggi è la mia personal trainer, la mia mental coach e un punto di riferimento fondamentale per me, e in questo percorso. Abbiamo iniziato ad allenarci assieme nel garage di casa mia e via webcam quando non ci si poteva muovere, mi ha insegnato non solo a fare esercizi, ma ad approcciarmi ad una mentalità sana e genuina, oltre che al fitness per lo stare bene. Da quel momento non ne ho fatto più a meno.

Vedevo sempre più risultati, mi ponevo sempre più obiettivi e li raggiungevo alla grande, ero sempre contenta e soddisfatta. Mi ero resa conto che pian piano la dipendenza dal cibo stava svanendo, quando stavo male, o ero nervosa anziché aprire il frigorifero, mi allenavo. Mettevo le mie cuffiette e con la musica a tutto volume, correvo, e se mi veniva da piangere, correvo ancora più forte, finché non mi passava tutto il male che avevo dentro.

Così, ho capito che la mia vita era cambiata, io ero cambiata e di conseguenza tutto attorno a me aveva un’aria più positiva.

Sono completamente rinata: il mio viso, la mia pelle, le mie forme, il mio corpo, il mio modo di vedere le cose, di rapportarmi con gli eventi e con le persone. Tutto di me ha assunto una forma nuova, un colore diverso, i miei occhi hanno iniziato a brillare di una luce mai vista, iniziavo a sentirmi Donna. In questi anni ho amato tanto, con tutta me stessa: mi sono innamorata di uomini, donne, bambini, occhi, tramonti, luoghi, parole, abbracci, paesaggi, ma mai ho amato così tanto qualcosa o qualcuno, come ora amo me stessa.
Se ad oggi sono arrivata fino qui, devo ringraziare me stessa più di ogni altra cosa, ma sicuramente anche le persone che mi hanno aiutato, sostenuta e creduto in me fin dall’inizio in questo percorso, in questa nuova vita.
Ad oggi ho perso quasi 40 chili in meno di un anno, tanti centimetri in tutto il corpo e quasi 6 taglie, ma questi sono solo numeri. Mi piace pensare di più a quello che ho vinto, che ho guadagnato, a tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare dove sono arrivata e anche tutto quello che ho scelto di lasciare alla mia vecchia vita: cibo, vestiti, sensazioni, persone.

Tra qualche giorno avrò un’operazione che mi cambierà per sempre, che segnerà la fine del mio percorso e aprirà un altro capitolo della mia nuova vita.. ed io sono molto emozionata.
Tutto questo me lo sono creata da sola, mi sono data una seconda occasione per poter ricominciare, a modo mio.
Sto concludendo un percorso per iniziarne un altro, diverso, ma importante allo stesso modo: sconfiggere i miei mostri e guardare in faccia il dolore che mi porto dentro da anni, imparare a dare la giusta importanza alle persone, alle situazioni e soprattutto, a me stessa.

Ho sacrificato tanto la mia vita in questi mesi, i rapporti, le uscite, non è stata una passeggiata, ma non ho mai mollato neanche nei momenti più difficili, non ho mai avuto ripensamenti…d’altronde ho dovuto imparare a rinunciare alle cose che amavo di più, e per questo non posso più avere paura.

Se volete davvero qualcosa, andate a prendervelo. Se volete cambiare, se non state bene con voi stessi, prendetene consapevolezza, accettatelo e trovate dentro di voi la forza per salvarvi, perché nessun altro lo farà. Toccate il fondo se necessario, ma toccalo solo per un unico motivo: risalire più in alto di prima.

Il cambiamento più grande che si possa fare, non è solo modificare il corpo, ma è la mente, e la testa vince sempre su tutto.
Siamo tutti i limiti che superiamo.

AMATEVI.

Tutto questo lo dedico alla nuova ME.

Se in qualche modo si può condividere e trovate interessante la mia storia , io sono ben disposta a raccontare il mio percorso e quello che ho passato.

Grazie mille per l’attenzione e disponibilità,

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