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Cambiare vita e andare a vivere in Australia intervista a Danila

Oggi conosciamo la nostra founder Danila anche conosciuta nel mondo degli expat come wannabeaglobetrotter. Potete approfondire tutto ciò che riguarda la sua esperienza di vita down-under visitando il suo sito www.wannabeaglobetrotter.it e seguendo il suoi profili Instagram: danila_wannabeaglobetrotter e il progetto dedicato all’Australia @italiani_in_australia_ .

  •  Vivi in Australia da un po’ oramai. Ti va di raccontarci com’è nata l’idea di trasferirti qui e riassumerci brevemente la tua esperienza e di sottolineare pro e contro del vivere in Australia?

Sono arrivata in Australia a novembre 2016 spinta dal desiderio di provare nuove esperienze, visitare luoghi lontani e imparare finalmente l’inglese.

Mi sono trovata catapultata in una dimensione nuova perfettamente conforme a tutto ciò che ho sempre desiderato ma che non avevo neanche mai osato pensare potesse esistere da qualche parte nel mondo.

Sono arrivata qui con un visto working Holiday Visa e l’intenzione di rimanere nel paese appena nove mesi; dopo oltre cinque anni sono ancora qui a combattere per ottenere un visto permanente.

Ho trascorso i primi di tre anni dell’esperienza australiana in Western Australia, mi sono poi trasferita in Northern Territory e da oltre un anno vivo in Queensland.

Tra i pro più significativi del vivere in Australia metterei il clima: benché non sia sempre estate la maggior parte del paese è baciata da climi tropicali, subtropicali o comunque sia temperati. Per una persona che come me iberna durante i periodi invernali questo è sicuramente un pro significativo.

C’è poi sicuramente uno stile di vita molto rilassato, molto centrato sul benessere della persona e meno sul lavoro e sulla nostra identità professionale.

Infine, le onde: in Australia ci sono tantissimi spot per il surf e questo è sicuramente uno dei motivi che mi fa amare questo paese così tanto.

Tra i contro metterei senz’altro il sistema immigratorio, il costo dei visti e la difficoltà nell’ottenere una residenza permanente.

 

  • Nell’immaginario collettivo espatriare significa preparare lo zaino e partire all’avventura, nella realtà si finisce invischiati nella burocrazia del paese ospitante e si combatte per il visto. Ci racconti il tuo percorso verso un visto permanente per il tuo paese ospitante?

Ecco come dicevo al punto precedente partire per l’Australia con un visto Working Holiday e sicuramente un’esperienza fatta di coraggio, di voglia di scoprire, di avventura; decidere di rimanere in Australia e provare ad ottenere una residenza permanente è invece una sfida con noi stessi, con il sistema migratorio e con tutta una serie di fattori che non sempre dipendono da noi.

Il mio percorso verso la residenza permanente è un percorso fatto di più ostacoli che parti di percorso dritte è un saliscendi, una montagna russa di emozioni continua.

Per scaramanzia non non voglio parlare dei dettagli del mio visto ma non appena arriverò a destinazione, se ci arriverò, sarete i primi a scoprire tutto.

  • Di cosa ti occupi al momento? Che cosa facevi in Italia?

Al momento mi occupo di social media e creazione di website con la mia agenzia mobile Onda Digital Hub creata con a Nina durante la pandemia.

Inoltre, ho un lavoro full timee legato al percorso migratorio di cui parlavo prima di cui non voglio ancora dare dettagli per cui I’ll let you know.

In Italia ho svolto i lavori più disparati dalla babysitter, all’aiuto in cucina, lavapiatti, modella di capelli, commessa, promoter, cameriera, barista, rappresentante del tabacco.

  • Domanda a bruciapelo: torneresti in Italia? Cosa ti manca di più del nostro paese? Perchè hai deciso (o magari è solo successo non lo hai deciso) di andartene?

Risposta a bruciapelo, non tornerei mai in Italia a vivere o comunque non al momento, non è nei miei piani; un giorno magari chissà potrei cambiare idea. Potrei magari tornare per periodi di tempo limitati, per specifiche attività che potrei intrattenere nel nostro paese.

A parte ovviamente la famiglia, il cibo, la quantità di arte che pervade il nostro paese in ogni dove e… il cibo.

Ho sempre desiderato andare a vivere in un paese in cui la prima lingua fosse l’inglese, tuttavia nel momento in cui sono partita per l’Australia non avevo già deciso di voler andar via per sempre, quindi direi una risposta un po’ a metà.

Ciò che in assoluto non potevo accettare dello stile di vita italiano è la mentalità degli italiani e l’assoluta mancanza di meritocrazia nel mondo del lavoro.

  • Sei expat in Australia da anni oramai, hai avuto modo di saggiare con mano entrambe le facce della medaglia. Facendo tesoro della tua esperienza di vita sapresti dare cinque consigli a chi è in procinto di mollare tutto e partire?

Il primo consiglio che mi sentirei di dare a chi sta per affrontare un’esperienza di vita all’estero è quello di provare a imparare un po’ della lingua del paese ospitante, questo renderà ogni approccio lavorativo e o interpersonale assolutamente più facile.

Direi poi di non pensare troppo a ciò che si sta per fare; buttati verso le nuove esperienze e prova a viverle di pancia.

Terzo, suggerirei di partire con un minimo budget che permetta di avere una sorta di serenità iniziale appena arrivati nel nuovo paese; tuttavia, vi darei anche il suggerimento opposto. Se, per qualsiasi ragione, non si riesce a raggiungere il budget suggerirei di partire in ogni caso e non per mettere ai soldi di fermare i nostri sogni.

Quarto, non spendete troppo tempo con altri connazionali. Sebbene provare a entrare a far parte della comunità di italiani in Australia possa rappresentare un’agevolazione nel momento in cui si cerca lavoro, casa, macchina etc, al contempo questa può risultare un’arma a doppio taglio.
Rimanendo in un contesto esclusivamente italiano si tende a non migliorare consistentemente con l’inglese, a non ottenere posizioni lavorative al di fuori del circolo degli italiani stessi finendo purtroppo in alcuni casi con situazioni di sfruttamento, paghe al di sotto dei minimi salariali e via dicendo. Quindi il mio consiglio è quello di trovare un equilibrio tra ciò che è la nostra nuova vita in Australia fatta di amici internazionali e persone provenienti da tutte le parti del mondo e nostre radici nazionali.

Infine, suggerirei di non ascoltare troppo i consigli altrui perché ogni esperienza è unica nel suo genere, nelle sue peculiarità, in ciò che succede lungo il percorso, nelle motivazioni che ci hanno portati a fare quella scelta. Vivete la vostra esperienza di pancia e lasciatevi cullare da ciò che succede

  • Visto a parte, sei un vero local della città in cui vivi. Stila una mini guida di esperienze fuori dagli itinerari che un viaggiatore dovrebbe spuntare durante un viaggio in Australia.

Al primo posto metterei visitare l’isola dei quokka, Rottnest Island, un paradiso terrestre ad appena un’ora di navigazione da Perth. Consiglierei poi di attraversare Nullarbor, il tratto di strada che collega il Western Australia al South Australia, un tratto di mondo desolato e ancora assolutamente incontaminato dove poter ammirare la forza della natura in tutta la sua bellezza e potenza. Consiglierei poi di fare un surf trip sulla costa est del continente, da Byron Bay a Noosa.
Infine uno dei miei posti preferiti in Australia: le wineries del South Western Australia.

Vi ricordiamo che potete approfondire tutto ciò che riguarda la sua esperienza di vita down-under visitando il suo sito www.wannabeaglobetrotter.it e seguendo il suoi profili Instagram: danila_wannabeaglobetrotter e il progetto dedicato all’Australia @italiani_in_australia_ .

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